I bambini sono progettati per imparare. Parte II

I bambini sono progettati per imparare. Parte II

Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto come la ricerca scientifica degli ultimi trent’anni sia stata in grado di dimostrare ampiamente che i bambini, sin dalla loro nascita, possiedono le migliori capacità strategiche d’apprendimento. I bambini sono capaci di imparare da alcuni andamenti statistici basilari, sanno distinguere tra realtà e immaginazione e sanno apprendere facendo personali inferenze sul mondo.

Le neuroscienze ci dicono anche che il cervello dei bambini è più flessibile di quello degli adulti: pur presentando un più nutrito numero di connessioni tra neuroni, e dunque una complessità maggiore, esse sono molto dinamiche. Ciò accade perché tali connessioni dovranno essere sfoltite con il tempo, quelle più utili saranno rinforzate a discapito di quelle superflue. Per portare a compimento questo processo di riorganizzazione delle informazioni, il cervello dei bambini è dotato di un livello elevato di sostanze chimiche che consentono di modificare con facilità le connessioni neuronali.

La rifinitura delle capacità tipiche dell’adulto, come il saper fare progetti o il saper portare a termine con efficienza e con concentrazione un dato compito, dipende dal lungo tempo di maturazione e dalla flessibilità della corteccia prefrontale del cervello nel periodo infantile. La corteccia prefrontale è un’area del cervello specifica dell’uomo, ed unica tra i mammiferi, che negli adulti inibisce i pensieri e le azioni irrilevanti. In genere le connessioni tra i neuroni di quest’area cerebrale tendono a stabilizzarsi intorno ai vent’anni di età. La dinamicità delle connessioni neuronali del loro cervello non rappresenta un handicap per i bambini, tutt’altro: l’assenza di questi limiti ha la funzione di aiutare il bambino ad esplorare il mondo, di aiutarlo ad apprendere.

Emerge, allora, un’inedita relazione diretta e consequenziale tra la capacità dei bambini di imparare in modo flessibile, esplorando con creatività il mondo, e quella degli adulti di pianificare e operare con precisione.

Gli studi neuro-scientifici ci forniscono, dunque, preziose indicazioni sul mondo dell’infanzia: i bambini sono progettati dall’evoluzione per imparare, cambiare, creare, sperimentare ed esplorare partendo da abilità innate. Tali abilità possono essere valorizzate e potenziate dagli educatori per consentire ai nostri bimbi di indagare ciò che li circonda.

Il gioco, ad esempio, non è soltanto un modo che essi usano per non annoiarsi, è una strategia che impiegano per esplorare il mondo. Se adeguatamente guidato e controllato, esso diventa uno strumento infallibile attraverso cui il bimbo allena la sua capacità innata di apprendere dalle leggi del mondo per modellare correttamente le sue strutture cerebrali nel tempo.

Le attività scolastiche di Assisi International School sono state progettate dall’équipe scientifica della Fondazione Patrizio Paoletti proprio su queste istanze, riprendendo l'idea montessoriana di un ambiente scolastico costruito sulle esigenze del bambino e capace di fargli sviluppare un naturale amore per l'apprendimento.

Un sistema pedagogico costruito sull’esigenza del bambino di correre incontro al mondo: questo è ciò che il terzo millennio chiede al mondo dell’educazione. I nostri bambini, dal loro canto, ci chiedono di poter apprendere liberamente, esplorando il mondo con le loro capacità di fare inferenze su di esso, e lo fanno sin dal loro primo giorno di vita. Lo sguardo continuo alla ricerca scientifica è un punto di partenza imprescindibile per comprendere le dinamiche in gioco nell’apprendimento dei nostri bimbi, per rispondere con consapevolezza e attenzione a queste richieste.

“I nostri progressi più importanti sono possibili perché siamo stati bambini indifesi e dipendenti. L’infanzia, e la sua protezione, sono fondamentali per la nostra natura di esseri umani” (Alison Gopnik).


Bibliografia:

- Aslin, R., N., Newport, E., Saffran, J., R., “Statistical learning by 8-month-old infants”, in “Science”, vol. 274, dicembre 1996
- Gopnik, A., “Cosa pensano i bambini?”, in “Le scienze”, n. 505, settembre 2010
- Gopnik, A., “Il bambino filosofo”, Bollati Boringhieri, Torino, 2010
- Paoletti, P., “Quando imparare è facile”, Infinito Edizioni, Roma, 2007
- Paoletti, P., “Crescere nell’eccellenza”, Armando Editore, Roma, 2008

 


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