Italia, solo testi scolastici digitali dal 2014. Come raccogliere la sfida della scuola 2.0?

Italia, solo testi scolastici digitali dal 2014. Come raccogliere la sfida della scuola 2.0?

L’Italia compie un passo importante verso la scuola 2.0. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha firmato il decreto sulle adozioni dei libri di testo digitali nella scuola: dal 2014 nelle aule delle primarie e delle medie italiane entreranno solo testi in formato digitale o misto.

E’ una ventata di rinnovamento della didattica che la scuola italiana attendeva da tempo, ma una riflessione è d’obbligo. Insieme agli zaini pesanti sulle spalle dei nostri ragazzi, può sparire anche la dimensione “analogica” dell’apprendimento?

La versione digitale dei manuali scolastici aggiunge già oggi contenuti multimediali e software per l’interazione e la condivisione, ma un aumento della quantità e delle modalità di fruizione dei contenuti di per sé non può essere considerata innovazione.

Una didattica realmente innovativa non può prescindere dall’impiego combinato di laboratori che privilegino la dimensione manuale dell’apprendimento e dall’adeguata formazione degli insegnanti, che devono essere altrettanto preparati al cambiamento.

Se è un dato di fatto che la scuola italiana ha intrapreso un percorso di rinnovamento necessario, è altrettanto importante raccogliere la sfida digitale senza perdere di vista la dimensione naturale, analogica dell’apprendimento.



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