"Viviamo un'emergenza educativa". Riflessioni dal convegno Maraviglia 2011

"Viviamo un'emergenza educativa". Riflessioni dal convegno Maraviglia 2011

CATANZARO, 20 maggio – “L’essere umano non si si può sottrarre al proprio ruolo di educatore, questa responsabilità civile è la base per lo sviluppo della società tutta…”.

Le parole di Patrizio Paoletti, presidente dell’omonima Fondazione, sono la sintesi di un evento interamente dedicato all’educazione, “Maraviglia 2011”, che il 19 maggio ha coinvolto a Catanzaro oltre 1200 bambini, 9 scuole e 80 volontari. Il convegno conclusivo della manifestazione, realizzata dalla Fondazione Paoletti in collaborazione con l’associazione Isa Calabria, si è tenuto il 20 maggio presso la Sala Placanica della Biblioteca Comunale “F. De Nobili” di Catanzaro. All’incontro, dedicato a genitori ed insegnanti, hanno partecipato anche l'Arcivescovo Mons. Antonio Ciliberti, Rosa Marotta, professore aggregato di Neuropsichiatria infantile presso la Facoltà di Medicina dell'Università Magna Græcia, Patrizia Masciari, presidente dell'associazione "Laboratorio Città del Sole", Marcello De Vita e Marisa Bianchi, pedagogisti della Fondazione Paoletti. Bonaventura Bevilacqua, presidente dell’associazione Isa Calabria e membro del comitato organizzativo della Fondazione per Catanzaro, ha condotto la moderazione dell’incontro.

Paoletti, intervenuto in videoconferenza, ha invitato i presenti ad una profonda riflessione sul concetto di “educazione come responsabilità sociale”:

“… La responsabilità educativa è una priorità in un decennio come il nostro, nel quale l'educazione dei figli viene spesso delegata, affidata esclusivamente ad altri soggetti. È una libertà che non possiamo più permetterci. È importante affiancarsi al mondo della scuola per svolgere, assieme, un'attività di controllo e di recupero di quei valori indispensabili al bambino per resistere agli urti di un contesto sociale sempre più disgregante”. (P. Paoletti)

La tendenza a delegare l’educazione esclusivamente ad altri sembra delineare, dunque, una vera e propria “emergenza educativa”, richiamata dalle parole dell'Arcivescovo di Catanzaro, Mons. Ciliberti:

Viviamo un momento di grande emergenza educativa. È forte il mio appello a tutte le realtà sociali e politiche affinché collaborino con solidarietà a questo processo per il recupero dei valori profondi che la comunità tutta deve poter preservare per la salvezza dell'uomo”. (Mons. Antonio Ciliberti)

Tale emergenza valoriale, secondo la neuropsichiatra Rosa Marotta, risiede soprattutto nei condizionamenti del contesto sociale sul rapporto genitori-figli: "In un contesto equilibrato sono i genitori a svolgere le funzioni educative, anche se negli ultimi anni la famiglia chiede sempre più aiuto alla rete sociale ed i mass-media esercitano in alcuni casi una funzione genitoriale/educativa. I rapporti tra genitori e figli risentono non solamente delle dinamiche interne ai diversi tipi di famiglie ma anche del contesto socioculturale a cui appartengono, delle possibilità di conciliare lavoro e impegni familiari, del livello di comprensione da parte della rete nei confronti delle situazioni evolutive, dell’ appartenenza a gruppi sociali di sostegno nei momenti critici, della possibilità di ricorrere ad aiuti di specialisti per affrontare le situazioni critiche" (R. Marotta).

Per affrontare con efficacia questa emergenza educativa è importante comprendere, secondo il dott. De Vita, come ognuno di noi “abbia la responsabilità sociale di essere modello ed esempio per gli altri: diventiamo educatori per il semplice fatto di essere umani e di vivere di relazioni. Questo ci permette di acquisire dei comportamenti che siano orientati ad un vivere sociale proficuo per tutti”. (M. De Vita)

Esperienze come “Maraviglia”, ha spiegato la dott.ssa Bianchi, aiutano i bambini a sperimentare un nuovo modo di imparare divertendosi, sviluppando un naturale amore per l’apprendimento.

E’ attraverso il gioco, e dunque con l'esperienza, che i bambini imparano a tirar fuori le proprie risorse per scoprirne di nuove. Questo processo è fondamentale. Il nostro progetto è quello di sperimentare una ‘Pedagogia della differenziazione’, la quale prende in considerazione il fatto che ognuno parte da un luogo diverso, da una storia personale, da ritmi di apprendimento e preferenze intime differenti che lo portano ad apprendere e a sviluppare la propria personalità”. (M. Bianchi)

Allo stesso tempo, in questi contesti gli adulti ricevono un indubbio scambio educativo dai bambini: "Se è vero poi che un adulto normalmente può aiutare il bambino ad evolvere e a dare il meglio di sé, è altrettanto vero che l’adulto può e deve imparare dal bambino, tale è la nostra disposizione nei confronti di tutte le persone che si approcciano alla nostra metodologia: tutti siamo educatori ed educandi insieme e ciò è vero per tutta la vita perché siamo tutti alla scuola della terra". (P. Masciari)
 

Maraviglia   |    Maraviglia Catanzaro 2011, 19 maggio    |   Educazione


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